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domenica 10 marzo 2013

Esempio relazione Cile

L'esempio di relazione cilena che ci hanno presentato ci è da subito parsa molto familiare.
L'organizzazione delle informazioni è ben strutturata e sembra un documento scritto in Italia ... almeno questa è stata la nostra impressione.

E' divisa in sezioni tematiche: anagrafica, stato di salute fisico e psicologico, sviluppo personale e sociale, la famiglia di origine, la storia del bambino e una relazione psicologica approfondita a parte.
Molte informazioni che lasciano intravedere cura e attenzione verso il bambino.
Dalla relazione si intuisce che il bambino è stato seguito da psicologi, educatori e medici.
E in qualche modo mi risulta più facile capire perché c'è voluto più di un anno, dall'arrivo in istituto, per essere inserito nelle liste di adozione.

Quello che non mi aspettavo di trovare era il nome e cognome dei genitori biologici e il loro ultimo indirizzo disponibile ...

Ci hanno spiegato che, quando avremo in mano la relazione del nostro abbinamento, quello che ci sarà scritto dentro sarà tutto quello che potremo sapere prima di incontrare nostro figlio.
Non una parola di più e non una di meno.

Da un lato ci sarà quindi una voglia, frustrata, di sapere di più, di poter capire meglio "cosa si intende con...".
Dall'altro, soprattutto nel "dopo", nella quotidianità di tutti i giorni in famiglia, servirà tanta forza e delicatezza nel gestire le informazioni in modo appropriato rispetto alle domande sul "chi sono?".

Il grande quesito della serata è stato: "meglio sapere tanto o sapere poco?".
Non c'è una risposta uguale per tutti.
Per me è meglio sapere il più possibile, perché come mamma possa aiutare mio figlio a elaborare anche le cose più difficili.
Meno conosco e più mi sento impotente.
Questo almeno vale per me.

Vedere un esempio di relazione è stato utilissimo.
Ora so un po' di più cosa aspettarmi, anche se questo non vuole dire che io sia preparata né tanto meno pronta!
Però una cosa la so, anzi la sappiamo, con certezza: vedere come è fatta la relazione ci ha convinti ancor di più del Cile come nostra scelta di paese adottivo!

Ora si tratta di aspettare di leggere il documento che ci descriverà i nostri figli :)


lunedì 25 febbraio 2013

Corso per coppie in attesa


La settimana scorsa abbiamo partecipato al primo incontro per le coppie in attesa, organizzato dalla Fondazione Nidoli.
È stata proprio una bella esperienza.
Eravamo una decina di coppie con destinazioni adottive tra il Sud America e l’Europa dell’est.
L’obiettivo della serata era quello di farci avvicinare al momento in cui ci verrà proposto l’abbinamento.
Il tema affrontato è stato di grande impatto per me:
la lettura di una scheda di presentazione di un bambino del Cile proposto in abbinamento.

È stato un modo molto concreto per iniziare ad avere un’idea più chiara di quelli saranno le tipologie di informazioni sulla base delle quali dovremmo decidere se il bimbo descritto è proprio nostro figlio!
Un argomento molto forte.

Sono contenta che la relazione presa in esame provenisse dal Cile. Questo mi ha dato modo di entrare più velocemente nell'ottica di un’analisi realistica di quello che potrebbe accadere a noi.
In un secondo post condividerò gli aspetti più di "contenuto" della relazione.

Qui mi preme invece fare una riflessione sulla mia reazione quando mi sono trovata in mano una scheda vera, reale e concreta di un bimbo cileno (non mi aspettavo minimamente che il corso si svolgesse così).
Una cosa che mi ha subito colpito è stata la reazione di “distacco” nel leggerla. Non ho provato nulla!
Mi sarei aspettata emozione, commozione o altro … invece, niente. Anche ora, mentre scrivo, ripenso alla serata come ad un puro esercizio … non mi sono lasciata coinvolgere dal caso del bimbo descritto.
L’ho analizzato e ho valutato quali aspetti per me pesavano di più o di meno …
Un esercizio, appunto.
Strano, molto strano per come sono fatta io.
Forse devo metabolizzare ancora qualcosa…